CHIARA DYNYS  Vega

ICAE Armenia 2018

"Soundlines of Contemporary Art", Yerevan, Armenia.

Opening: 25 September

"Vega" consiste in un'installazione composta di 60 notturni di luoghi simbolo di un certo tipo di Mitteleuropa, fotografati da Chiara Dynys in 6 città (Varsavia, Cracovia, Poznan, Trieste, Praga, Dresda) che hanno storicamente rappresentato sede di conflitti ma che hanno anche dato i Natali ad alcuni straordinari uomini d'ignegno ed intelletto. I notturni sono contenuti all'interno di ovali in metacrilato di diverso colore e dimensione, contenenti un vetro sotto il quale sono applicati in oro zecchino i profili di alcuni astri e costellazioni. L'accostamento degli ovali stessi evoca e crea una nuova e grande costellazione, "Vega". Con questo lavoro Chiara riflette sulla tensione terra-cielo, alto-basso, piccolo-infinitamente grande, dimensione umana e dimensione universale, mettendo in scena un emozionante accostamento di piccole e grandi storie di miseria e struggente bellezza, di perfezione cristallizzatasi in tensione universale. Per la mostra armena lo Studio Dynys ha anche realizzato una grande mappa disegnata a mano della struttura urbana che regge la città di Yerevan, accostando alla stessa le stesse costellazione che illuminano i notturni, definendo così una composizione astrale possibile solo a e per la città capitale dell'Armenia.

"Vega" is a big installation composed of 40 oval in cast metachrylate. In each oval there's a picture taken by Chiara Dynys, reproducing night views of places, squares and details of six cities (Warsaw, Krakow, Trieste, Prague, Dresden and Poznan) representing a certain kind of "Mitteleuropa", places where terrible conflicts occurred, but also where extraordinary men of intelligence were born and raised. These pictures are behind a glass, on which specific profiles of constellations and starts are applied in gold (with the same technique already utilised for Liseberg, creating a specific and terrific tension between universe and earth, what's extremely tiny and what's huge, between the human and the universal. All together these shapes create a new "galaxy", "Vega" itself. Studio Dynys also presents an hand drawn bird's eye view of the urban structure of Erevan, selecting the "urban spine" of the city. On the same, the specific golden stars observed along the six cities are applied, defining a new constellation possible only in and for the Armenian capital.


Vega, 2018
Vega, 2018
Vega, 2018

Vega, 2018
Vega, 2018
Vega, 2018

Vega, 2018
Vega, 2018
Vega, 2018

Chiara Dynys è nata a Mantova e lavora a Milano. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni novanta, ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili a un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell’anomalia, della variante, della «soglia» che consente alla mente di passare dalla realtà umana a uno scenario quasi metafisico. Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alla ceramica, alle fusioni, al tessuto, al video e alla fotografia. Chiara Dynys ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in importanti musei e istituzioni culturali pubbliche e private italiane ed estere. Le ultime mostre personali comprendono "Please don’t cry", Galleria Civica San Zenone di Campione d’Italia, "Look Afar", VII Biennale d'arte contemporanea di Mosca, "Simboli e geometria in Piero della Francesca", Museo Poldi Pezzoli, Milano. È di recente pubblicazione il testo monografico "Chiara Dynys" a cura di Giorgio Verzotti, Allemandi Editore.

Chiara Dynys is now one of the best known and appreciated Italian artists in the world. Ever since she started, in the early 1990s, her work has followed two main currents, both motivated by a single underlying outlook with regards to reality: to identify in the world as well as in every form, the presence and the meaning of that anomaly, that variant, that “threshold” which allows the mind to travel from human reality to an almost metaphysical scenario. In order to do this, she uses seemingly eclectic materials, from light to glass, mirrors, ceramics, fusions, but also fabric, video and photography. Among the last exhibitions: Please don’t cry, Galleria Civica San Zenone di Campione d’Italia, Look Afar, VII Biennal of contemporary art of Moscow and "Simboli e geometria in Piero della Francesca", Museo Poldi Pezzoli, Milan. The monographic text has recently been published: Chiara Dynys, curated by Giorgio Verzotti, 2017, Allemandi Editore.

Chiara Dynys

 

 

Credits

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