CHIARA DYNYS

Chiara Dynys è oggi una delle artiste italiane più conosciute e apprezzate nel mondo. Sin dall'inizio della sua attività, nei primi anni Novanta, ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili ad un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell'anomalia, della variante, della "soglia" che consente alla mente di passare dalla realtà umana ad uno scenario quasi metafisico. Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alle fusioni, al video e alla fotografia.

Chiara Dynys is now one of the best known and appreciated Italian artists in the world. Ever since she started, in the early 1990s, her work has followed two main currents, both motivated by a single underlying outlook with regards to reality: to identify in the world as well as in every form, the presence and the meaning of an anomaly, of a varant, of a "threshold" which can allow the mind to travel from human reality to a almost metaphysical scenario. In order to do this she uses seemingly eclectic materials, from light to glass, to mirrors, fusions, but also fabric, video and photography.


"Look Afar"

M77 Gallery, Milano

12 dicembre  2016 - 12 marzo 2017


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Look afar, 2016, Chiara Dynys
Look afar, Chiara Dynys

"Chiara Dynys e la pittura per guardare oltre" di Michele Bonuomo


"Sono tre gli elementi concettuali e formali che nel tempo hanno strutturato la storia dell’arte di Chiara Dynys: il colore, la luce e lo spazio. Oggi la sintesi colore/luce/spazio – più estrema per lei e più emozionante per chi la sa cogliere – la ritroviamo in Look Afar: ultima e perentoria serie di lavori realizzata da Dynys e inequivocabilmente dedicata a una pittura contemplativa e rigorosa, visionaria ma senza retorica, rappresentativa senza essere calligrafica. Con queste nuove opere ci trasporta all’interno di una pittura sensoriale di paesaggio, utilizzando con disinvoltura e sapienza anche registri narrativi e simbolici. Per fare tutto questo Dynys ha intrapreso un estenuante viaggio fisico e mentale ai confini del mondo, nell’estremo nord della Lapponia svedese, in cerca di quella luce che appartiene a miti primordiali e che in queste opere è parte e misura di fenomeni fisici divenuti pittura. Un’esperienza, la sua, meravigliosa e terribile che, se mai fosse stata affidata solo alla parola, avrebbe sortito un racconto riduttivo se non proprio stucchevole. Dynys, spingendosi ben oltre il finis terrae, ha scelto semplicemente di “perdersi” in uno spazio vertiginoso e senza “confini consolanti”, dove i bagliori luminosi che danzano in quella notte infinita che non anticipa il giorno si confondono nella paurosa meraviglia di un vuoto impossibile da colmare con spiegazioni affidate solo alla ragione. In questo limbo ghiacciato, dove il solo fatto di sopravvivere è già di per sé un’esperienza fisica e mentale fuori dalla norma, l’unica possibilità che Dynys ha scelto è stata quella di registrare con la macchina fotografica o con la cinepresa le infinite apparizioni che, improvvise, si materializzavano intorno a sé. E, nello stesso tempo, le ha catalogate come privatissime visioni mistiche: quelle che appartengono solo ai folli e ai santi. E agli artisti che guardano oltre.

(Estratto dal catalogo Chiara Dynys. Look Afar, M77 Gallery, Milano, 2016) 

Chiara Dynys

 

 

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