CHIARA DYNYS

Chiara Dynys è oggi una delle artiste italiane più conosciute e apprezzate nel mondo. Sin dall'inizio della sua attività, nei primi anni Novanta, ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili ad un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell'anomalia, della variante, della "soglia" che consente alla mente di passare dalla realtà umana ad uno scenario quasi metafisico. Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alle fusioni, al video e alla fotografia.

Chiara Dynys is now one of the best known and appreciated Italian artists in the world. Ever since she started, in the early 1990s, her work has followed two main currents, both motivated by a single underlying outlook with regards to reality: to identify in the world as well as in every form, the presence and the meaning of an anomaly, of a varant, of a "threshold" which can allow the mind to travel from human reality to a almost metaphysical scenario. In order to do this she uses seemingly eclectic materials, from light to glass, to mirrors, fusions, but also fabric, video and photography.


"Scope Miami Beach 2016"

29 novembre - 4 dicembre


Ellipse_Chiara_Dynys
Look afar, 2016, Chiara Dynys
Ellipse, Chiara Dynys

Testi mostra di Chiara Dynys e Giorgio Verzotti


Chiara Dynys:

"La mia ricerca sul tema della dualità investiga e determina la relazione fra due soggetti simili ma diversi in mezzo a una moltitudine di altri soggetti. Questo tema è fortemente presente sia in Poisoned Flowers sia in Ellipse. L'ellisse, per esempio, è il simbolo di una perfezione segreta che si risolve nella relazione fra i due fuochi. Questa perfezione segreta fa riferimento al legame fra un soggetto e i molteplici modi che questo ha di manifestarsi. I due soggetti inseriti all'interno della cornice di metacrilato, così come i fuochi dell'ellisse, non appaiono immediatamente ma devono essere rivelati.
In questi due lavori una coppia di fiori, simbolo di quella perfezione segreta sottesa a una bellezza fragile, appare alla vista in diversi modi, manifestandosi prima e dissolvendosi poi in una superficie monocromatica che, in perfetto accordo col tema della dualità, si rivela come una apparizione superficiale di un effetto di cancellazione."

"My research on the theme of duality investigates and determines the relationship of two subjects who feel similar but different in a multitude of other subjects This theme is strongly present both in Poisoned Flowers and Ellipse.
The ellipse, for example,  is the symbol of a secret perfection that is resolved in the relationship between the two fires. This secret perfection refers to the correlation between a subject and the multiple ways in which it manifests itself. The two subjects in the methacrylate frame, such as the ellipse’s fires, will not appear immediately but are to be revealed. In these two works a pair of flowers, a symbol of a secret perfection and a fragile beauty, come into view in different ways, appearing first and then dissolving into a monochrome surface that, in perfect accordance with the theme of duality, unfolds as superficial apparition of an effect of erasure."

Giorgio Verzotti:

Gli schermi lenticolari sono strumenti tecnici che appartengono alla sfera della comunicazione sociale con scopi ludici, e letteralmente giocano con l'ambiguità dei messaggi, mostrando immagini bifronti o che svaniscono a seconda del movimento dell'osservatore. Più che tematizzare l'ambiguità costitutiva dei messaggi visivi dentro la sfera dei mass-media, questi lavori fanno riferimento all'indifferenza con cui li riceviamo, la passività che l'abitudine alla loro esposizione induce nel nostro comportamento, anche quando sappiamo distinguere la natura "fictional" di alcuni di essi da quella documentaristica. Lo denuncia la ricercatezza formale, la bellezza delle immagini stesse e dei colori delle cornici, particolarmente elaborate nel formato e nei materiali, che le accompagnano. E' inoltre interessante la modalità della loro esposizione: quasi sempre presentati in serie, in teorie lineari applicate alle pareti che alludono al bombardamento informativo, la tendenza anzi alla saturazione come se dovessimo sempre fronteggiare un horror vacui connaturato al nostro essere nel (in questo) mondo.

(Estratto dal testo Chiara Dynys - Libro inserito all'interno della monografia Dynys curata da Peter Weiermair, in collaborazione con VAF- Stiftung, pubblicata da Allemandi & C. - 2015) 

Chiara Dynys

 

 

Credits

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