Sabra Beauty Everywhere

Fondazione Musei Civici di Venezia - MuVe Contemporanea nel contesto di 58.
Esposizione Internazionale d’Arte May You Live in Interesting Times

Venezia, Museo Correr, Sala delle Quattro Porte

9 Maggio - 24 Novembre  2019

"Quando ho visitato i campi di Sabra e Shatila ho percepito una grande energia vitale, una voglia di vivere che in certi momenti si trasformava in gioia di vivere. La solidarietà tra bambini – necessaria per la sopravvivenza in un mondo esterno ostile – creava una realtà altra, un mondo a misura di bambino, ma con tutte le regole di un mondo complesso.Per questo motivo il mio lavoro, questo mio lavoro, non è un lavoro sui profughi, o sul Medio Oriente dilaniato, ma quella condizione è semmai il pretesto per qualcosa di ancor più universale, di ancora più toccante. Non è neppure l’elogio della povertà – anche se la tentazione di affermare che i poveri tra loro sono più solidali dei ricchi è forte…, come non è il frutto di una scelta ideologica politica: è invece arrivare al fondo dell’esistenza, là dove non esiste più nulla se non l’esistenza stessa, che ti mostra plasticamente – attraverso l’unità del gruppo, la scelta di una regola, la capacità di immergersi in un mondo autocostruito e quindi protettivo, e testimoniata visivamente anche da un sorriso – come al fondo dell’essere ci sia comunque il senso dell’essere vivi, e di come la realtà – anche quella inventata – valga la pena sempre di essere vissuta.Ho voluto dare a questi pensieri e sensazioni la forma del trittico, un po’ per ricordare le antiche predelle delle pale d’altare che raccontavano storie – sempre le stesse – sul Bene, attraverso narrazioni di santi, di prodigi, di guarigioni (e anche questo senso della vita è un prodigio…), un po’ per costruire uno scrigno per una cosa preziosa. Uno scrigno è anche qualcosa che può portare con sé sempre, e aprire e contemplare quando si vuole. Ci vuole un involucro prezioso per una sensazione preziosa, la più preziosa che si possa contemplare: la contemplazione di vivere".

Chiara Dynys

  

La direttrice dei Musei Civici di Venezia Gabriella Belli ha  chiesto a Chiara Dynys di esporre il ciclo Sabra Beauty Everywhere, un emozionante serie di 25 trittici in legno e foglia d'oro contenente scatti dell'Artista a Sabra Shatila, quartiere di Beirut che continua a vivere come fosse in stato di guerra permanente, in una precarietà di forme ed usi più propri di un campo profughi che non di un quartiere centrale di una grande città. Nel suo viaggio a Sabra però, Chiara ha riscoperto un'infanzia "incantata", descritta attraverso sorrisi e giocattoli. Tale ciclo verrà per la prima volta esposto nella magnifica Sala delle Quattro porte, una delle più belle del percorso interno alle Procuratie (di cui state così generosamente finanziando il restauro conservativo), da sempre dedicata alle più grandi interpreti dell'arte contemporanea, da Jenny Holzer a Shirin Neshat. Nel centro della stanza, una delle più belle e ricche dell'intero percorso del Museo, la grande installazione "Non c'è nulla al di fuori" (2010 - vetro, oro, acciaio riflettente - cm 251 x 203 x 195), composta di una teca vuota posta su una base di acciaio riflettente. Sulla teca la scritta in oro "Non c'è nulla al di fuori", tratta dal pensiero di Sant'Agostino. La teca in cristallo è dissestata e la scritta diventa un paradigma tra il dentro e il fuori, l’alto e il basso, la terra e il cielo.

  


  

“When I visited Sabra and Shatila’s camps I felt an incredible vital energy, a desire to live that in some specific occasions became a special love for life. Kids developed a special solidarity, necessary to survive in a hostile outer world. They lived in their own reality, as they lived in a different place, away from the difficulties of everyday life. That’s why my work, this work, is not about refugees or the tragedy of Middle East, but this condition is the excuse to talk about something more universal, more touching. That’s not a praise for poverty – even If the temptation of confirming that these people really show a bigger solidarity than the ones living in rich countries is hard to control – as it’s not an ideological political choice. This means coming to the edge of existence. (…) I gave to these impressions the shape of triptychs to remind old altarpieces telling stories of Saints but also to give life to a treasure chest. This can be taken everywhere, hiding a precious thing to be admired whenever you want. You really need a priceless shell for a precious feeling, the most precious you can look at: the contemplation of life".

Chiara Dynys

The director of Musei Civici di Venezia Mrs. Gabriella Belli announced the exhibition “Chiara Dynys. Sabra Beauty Everywhere”, from May 5 th at Museo Correr, Venice. For the first time the Artist will present “Sabra Beauty Everywhere”, made of 27 triptychs, containing images of Sabra and Shatila in Lebanon: representations of children and their games. A visual and spiritual reporting from a refugee camp arising a sense of compassion and pity, but also of Beauty; and this is why the Artist wanted to place these images into a frame recalling the polyptychs of churches. These are religious works, but of a religion that is not Christian, Muslim or even Buddhist, simply Human. A religion not belonging to any religion but to All of them at same time. Just in the middle of Sala delle Cinque Porte, the one reserved to Chiara Dynys by director Gabriella Belli, Dynys will place “Non C’è Nulla al di Fuori”, an empty case placed on a base of reflecting steel. The words “Non C’è Nulla al di Fuori” inspired by the sentence “the is nothing out of the love God”, based on the though of Saint Augustine. The crystal case is broken and the sentence becomes a paradigm between Outside and Inside.


Sabra Beauty Everywhere
Sabra Beauty Everywhere
Sabra Beauty Everywhere

Sabra Beauty Everywhere8
Sabra Beauty Everywhere
Sabra Beauty Everywhere

Sabra Beauty Everywhere
Sabra Beauty Everywhere8
Non c'è nulla al di fuori, 2010

Chiara Dynys è nata a Mantova e lavora a Milano. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni Novanta, ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili a un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell’anomalia, della variante, della «soglia» che consente alla mente di passare dalla realtà umana a uno scenario quasi metafisico.
Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alla ceramica, alle fusioni, al tessuto, al video e alla fotografia. Chiara Dynys ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in importanti musei e istituzioni culturali pubbliche e private italiane ed estere. Tra le mostre più importanti della sua lunga carriera si possono ricordare: Musee d’Art Moderne, Saint’Etienne 1992; Galerie de France 2, Parigi 1993; CIAC, Montrèal 1997; Museum Bochum, Bochum 2003; Rotonda di Via Besana, Milano 2007; Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Rome 2008; ZKM - Museum fur Neue Kunst, Karlsruhe 2009; Archivio Centrale dello Stato, Roma 2010; Museo Poldi Pezzoli, Milano 2013; Arkhangelskoye - VII Moscow Biennale, Mosca 2017; ICAE Armenia, Erevan 2018; Museo Correr, Venezia 2019; Mattatoio Testaccio, Roma 2019.

È di recente pubblicazione il testo monografico "Chiara Dynys" a cura di Giorgio Verzotti, Allemandi Editore.


Chiara Dynys, born in Mantua, currently lives and works in Milan. Since she started in the early 90s, her work has followed one main fundamental current: to identify in the world and in its different forms the presence and the meaning of an anomaly, of a variant, of a “threshold” allowing the mind to travel from human reality to a quasi metaphysical scenario.
To do this she uses seemingly eclectic materials, from light to glass, to mirrors, to ceramics and fusions but also fabric, video and photography. Chiara Dynys has had numerous solo as well group exhibitions in many important museums and cultural spaces, both public and private, throughout Italy and worldwide.Between her most important exhibitions, we can recall Musee d’Art Moderne, Saint’Etienne 1992; Galerie de France 2, Paris 1993; CIAC, Montrèal 1997; Museum Bochum, Bochum 2003; Rotonda di Via Besana, Milan 2007; Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Rome 2008; ZKM - Museum fur Neue Kunst, Karlsruhe 2009; Archivio Centrale dello Stato, Rome 2010; Museo Poldi Pezzoli, Milan 2013; Arkhangelskoye - VII Moscow Biennale, Moscow 2017; ICAE Armenia, Erevan 2018; Museo Correr, Venezia 2019; Mattatoio Testaccio, Roma 2019.

The monographic text has recently been published: Chiara Dynys, curated by Giorgio Verzotti, 2017, Allemandi Editore

 

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Chiara Dynys

 

 

Credits

Documents and photographies contained in this web site belong to Chiara Dynys; commercial modification, distribution, reproduction of documents and photographies or parts of them are forbidden.

 

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